Nel trattamento delle fratture, il concetto di stabilità gioca un ruolo cruciale. Esistono due principali strategie: la stabilità assoluta (AS) e quella relativa (RS), ciascuna con indicazioni, tecniche e obiettivi specifici.

La stabilità assoluta si basa sull’ottenimento di una fissazione rigida del sito di frattura, impedendo qualsiasi movimento tra i frammenti ossei. Questo approccio mira a una riduzione anatomica precisa, ottenuta tramite visualizzazione diretta e fissazione stabile. È particolarmente indicato per le fratture semplici di tipo A, soprattutto a livello metafisario, dove si predilige un trattamento chirurgico con tecniche come la riduzione aperta e l’osteosintesi con placca. I vantaggi includono una guarigione radiografica più rapida e una stabilità meccanica elevata, come raccomandato dalla AO Foundation. Tuttavia, può comportare una dissezione più invasiva dei tessuti molli e un rischio aumentato di mancata consolidazione nei casi di fratture multiframmentarie.

Al contrario, la stabilità relativa consente un certo grado di movimento controllato tra i frammenti, favorendo la formazione del callo osseo e rispettando maggiormente la biologia del sito di frattura. Questo approccio si concentra sulla riduzione funzionale, mantenendo l’allineamento, la rotazione e la lunghezza dell’osso. È preferito nei casi complessi e multiframmentari, dove la conservazione della vascolarizzazione dei frammenti è essenziale. Le tecniche minimamente invasive, come la MIPO (Minimally Invasive Plate Osteosynthesis), sono spesso impiegate. Sebbene la guarigione possa richiedere più tempo, RS rappresenta una scelta biologicamente vantaggiosa e può ridurre il rischio di complicanze, a patto che il paziente sia selezionato con attenzione.

Uno studio retrospettivo ha confrontato AS e RS nell’osteosintesi MIPO per fratture dell’omero (AO/OTA tipo 12A1 e 12A2). I risultati hanno mostrato che il tempo medio di consolidazione radiografica era significativamente più breve nel gruppo AS (12 settimane) rispetto al gruppo RS (18 settimane). Tuttavia, nel gruppo RS si è osservata una percentuale di non consolidazione del 7% e alcuni casi di paralisi del nervo radiale. Lo studio ha concluso che le fratture semplici traggono beneficio da una stabilità assoluta, mentre le fratture multiframmentarie si prestano meglio a un approccio con stabilità relativa.

Il dibattito tra i sostenitori dei due approcci è ancora aperto. La scelta tra AS e RS dipende da molteplici fattori, tra cui il tipo di frattura, le condizioni del paziente e gli obiettivi clinici. Mentre AS garantisce una guarigione più rapida, RS tutela meglio gli aspetti biologici del processo di consolidazione. In definitiva, entrambi i concetti di stabilità sono fondamentali nella moderna ortopedia e devono essere applicati con giudizio e competenza.

Leghe Leggere Lavorate Srl
P.IVA: 00697190155

Privacy Policy
Cookie Policy
ITALY
Via Lucania, 23
20090 Buccinasco (MI) ITALY
(+39) 02 4571.2115/3564
info@legheleggere.com
(+39) 02 488.0012
Lavora con noiDownload
USA office (Thema corp.)
2929 Arch Street
Philadelphia, PA 19104 – USA
+1 215-8459459
+1 317-516-8074 (sales)